Intervento Vito Iacono

L'intervento di Vito Iacono è un'analisi critica e pragmatica del sistema fiscale e burocratico italiano, rivolta a una platea di addetti ai lavori e decisori politici. Il discorso si concentra sulla necessità di superare la retorica della semplice riduzione delle imposte — definita come "millantato credito" in assenza di una reale revisione della spesa pubblica — per passare a un modello basato sull'efficienza dei servizi, la riduzione della burocrazia e la semplificazione reale per imprese e cittadini. Iacono espone le contraddizioni dell'attuale sistema, soffermandosi in particolare sull'uso degli strumenti di pagamento elettronico, sulle criticità per i giovani professionisti e sulla gestione del contante nelle regioni di confine, invocando una gestione del Paese più orientata alla trasparenza e al pragmatismo economico.
Intervento di Vico Iacono alla Costituente di Futuro Nazionale
13 Giugno 2026 - Roma
Video YouTube: https://youtu.be/Fx_5nliBzjA
Bene. Buongiorno a tutti, parto anch'io coi ringraziamenti perché, fra l'altro, non mi aspettavo di fare questo intervento, perché era stato detto che, appunto, si dava la precedenza con un'estrazione, però sono molto contento e ringrazio in particolare il Generale Vannacci che ho avuto modo di conoscere per dire una cosa fondamentale.
Per un commercialista, intervenire a parlare di numeri è sempre molto difficile perché facciamo venire fuori le verità scomode. Però, oggi, mi ha, diciamo, fatto meditare quel ragazzo di 18 anni di Cuneo che si è presentato qui sul palco e a un certo punto ha detto due cose fondamentali. Ha detto: 'Vogliamo pagare le tasse per avere servizi che funzionano'. E in più, ha detto: 'Vogliamo fare impresa con meno burocrazia'.
Non ha chiesto di diminuire le imposte. Ha chiesto dei servizi migliori. Se io qui in sala chiedo qual è la vostra aspettativa principale, molto probabilmente emerge che vogliamo diminuire le imposte. Se osservate, nell'ultimo mese, c'è stato detto, è iniziata la campagna elettorale, dove ci hanno iniziato a dire: 'Diminuiremo le imposte'.
Io, la prima volta che ho incontrato e ho conosciuto e ho avuto il piacere di conoscere il Generale, gli ho detto: 'Se parliamo di diminuzione delle imposte, è millantato credito'. Perché uno Stato che incassa 730 miliardi di euro all'anno e ne spende molto di più, tecnicamente non può diminuire le imposte. Il nostro compito, e il vostro compito in modo particolare, è quella di verificare come vanno spesi quei soldi. Perché molto probabilmente li spendiamo male.
È questo il nostro compito! Perché se dopo noi vogliamo dare seguito al programma di Futuro Nazionale, dove iniziamo a chiedere che funzioni la sanità, che funzioni la sicurezza, che funzioni la giustizia, noi dovremmo obbligatoriamente risparmiare e sottrarre i soldi dove vanno buttati via, per convertirli in quello che ci chiede il popolo, il cittadino, per vivere serenamente tutti i giorni. Non è possibile aspettare un anno per una visita medica pubblica! E se vogliamo fare questo, noi dobbiamo destinare dei soldi.
E voi che siete deputati a, diciamo, divulgare i principi del di Futuro Nazionale, dovrete far capire che noi non siamo come gli altri e non partiamo da diminuire le imposte. Partiamo da far funzionare meglio il paese e dare più servizi!
Un'altra cosa sulla burocrazia. Se avete notato ultimamente nell'ultimo mese è venuta fuori un'altra cobellaria, che è quella che, grazie all'interfaccia tra gli incassi elettronici e incassi in contanti, sono stati emessi 115 milioni di scontrini in più per un equivalente di 5 miliardi di euro. Vuol dire che l'economia nel nei nei servizi nei nei nei nei pubblici esercizi funziona a mille. E questo sappiamo che non è vero. Nessuno dice che dal 5 marzo hanno sanzionato la disparità di emissione dello scontrino tra contanti ed elettronico. Ma io dico: se volevamo semplificare la vita agli esercenti, non potevamo dire 'lo scontrino elettronico... il pagamento elettronico vale come scontrino fiscale, non lo si emette e se a fine a fine serata vuoi il monitoraggio mi stampi uno scontrino con il totale del POS', perché vuoi incassare con le sanzioni. E allora io dico: 'Non stai semplificando la vita agli imprenditori, la stai complicando ulteriormente e li metti un ulteriore sanzione'. Perché dovresti dirmi di quei 115 milioni di scontrini in più, quanti sono passati da scontrini in contanti a scontrini elettronici perché prima non erano sanzionati? Perché mi stai raccontando una storiella che non vale.
Perciò io dico: ogni tanto dovremmo anche meditare per rendere la vita più semplice agli imprenditori, ma noi dobbiamo rendere la vita più semplice sia agli imprenditori che ai cittadini. Iniziamo a ragionare in termini di semplificazione dove uno si può detrarre tutto. Vogliamo evitare le, diciamo, tutte le gabole che ci si può inventare? Benissimo! Allora le imprese si detraggono tutto indipendentemente. Qualche imprenditore che ci sarà di sicuro in sala sa: 'No, la la la macchina me la detraggo al 40%, i telefonini all'80% e quant'altro'. Entriamo tutto detraibile! Eventualmente, l'imprenditore si fa una fattura per l'utilizzo della macchina per i chilometri che fa. Ma perché devo avere una dichiarazione dei redditi che è impossibile da fare? È difficile per noi commercialisti, per un cittadino è impossibile da mettere in piedi. E dico di più: e per il cittadino? Che si possa detrarre qualsiasi cosa, eventualmente lo fai tracciato? Allora, l'ultima volta che parlavo ancora con Lorenzo, mi dice: 'Sì, Vito, ma la copertura dove sta?'. Gli ho detto: 'Scusa un attimo. Ma se la maggior parte della gente dichiara redditi che è al 21% e io pago elettronicamente, quello che incassa, molto probabilmente, ha un'aliquota molto più alta di me e lui pagherà le imposte piene. Perché finisce la storia 'te la puoi detrarre al 19%, allora faccio a te lo sconto del 20% e io ne risparmio un altro 20%'? Perché ci stiamo raccontando le storielle! È questo il meccanismo che dico: lo vuoi? Lo facciamo tracciato. A un certo punto, diciamo, viene fuori una questione, diciamo, che è prettamente di dire anche: qualcuno supererà il limite del forfettario. Che se uno va a verificare, è stato un bene per i giovani e per quant'altro, ma c'è una disparità, perché uno che incassa che è per €50.000 gli rimangono in tasca netto tassa forfettario 40.000, un dipendente con €50.000 gliene restano in tasca 25.000. Cioè, non è che funziona tanto il meccanismo, diciamo. E dopo, chi è un imprenditore vero, sa meglio di me cosa paga di imposte. Altro tema: l'utilizzo del contante. Ma siamo così sicuri che avete l'evasione? Perché noi, io vengo dal Veneto, noi abbiamo un problema fondamentale nelle regioni di confine, perché la gente prende i contanti e va a spendere all'estero. Se deve comprare orologi, gioielli, borse e quant'altro, va in Austria, in Svizzera, in Francia, dove non c'è il limite. Allora io dico: tu vuoi il il contante. L'importante è che chi lo percepisce, batta uno scontrino, perché diventa un condono al contrario, perché se è frutto del passato, vuol dire che tu non l'hai scoperta come evasione, chi lo percepisce batte lo scontrino e pagherà le imposte. Perché dobbiamo tanto limitare la libertà dei cittadini? Perché dobbiamo portare economia ai paesi di confine? Perché noi ci rimettiamo l'IVA di Dio. Tralasciamo un attimo la questione della cedolare secca, vogliamo parlare sugli affitti?
Ah, ok. Perfetto. Allora chiudo in velocità. Allora, ho parlato di questo, c'era una questione sui giovani professionisti. Oggi come oggi nelle nostre nelle professioni, qualsiasi esse siano, avvocati, commercialisti, ingegneri, nessuno vuole più fare la professione. I giovani professionisti non esistono più e le pure le università sono piene di neolaureati. E a cosa serve? Serve per partecipare a concorsi nella pubblica amministrazione. Dobbiamo pensare a qualcosa che incentivi i giovani ad essere assunti dagli studi, non che vengano assunti con la partita IVA forfettaria, perché nessuno si può fare un mutuo, nessuno si può comprare una macchina, i giovani non possono farsi un prestito ed è questa la situazione. E questo noi lo dobbiamo portare avanti.
Ringrazio tutti e buon lavoro.