Intervento Guglielo Gulinelli

Il discorso dell'onorevole Guglielmo Golinelli si inserisce nel contesto della presentazione del partito Futuro Nazionale. L'intervento è caratterizzato da una forte critica alle politiche agricole degli ultimi decenni, evidenziando il declino del settore agricolo in termini di numero di aziende e di superficie coltivata, e proponendo una visione politica che pone l'agricoltura come pilastro identitario e di sovranità nazionale. Golinelli sottolinea la necessità di superare la frammentazione istituzionale attuale, auspicando l'istituzione di un Ministero dell'Agricoltura e del Cibo che integri competenze oggi disperse, e promuove un approccio pragmatico che valorizzi la ricerca scientifica e tuteli le eccellenze produttive italiane contro le istanze del globalismo.
Intervento di Guglielo Gulinelli alla Costituente di Futuro Nazionale
14 Giugno 2026 - Roma
YouTube: https://youtu.be/nV1jYZ5wA9g
Grazie, Lorenzo. Buonasera a tutti. Ormai ci accingiamo ad arrivare verso l'orario serale e grazie, ovviamente, a Futuro Nazionale per avermi accolto e per avermi dato questa possibilità. Parto con un brevissimo inciso: io il 19 agosto del 2023 pubblicavo un post su Facebook con il libro Il mondo al contrario in mano e dicevo 'Io sto con Vannacci' ed essere qui oggi, come dire, è la conclusione di un percorso iniziato un po' da lontano e che mi ha fatto tornare l'entusiasmo e la voglia di fare politica. E in questo momento sono qua per parlarvi della parte agricola all'interno di questo programma per l'Assemblea Costituente.
Vi parlo anche del del programma agricolo perché è un settore sottorappresentato. Voi sentite parlare regolarmente di politica energetica, politica industriale, politiche sociali, politiche di genere, che a me fanno abbastanza schifo, però di politica agricola non se ne sente mai parlare. Ed è uno dei tanti settori traditi dalla politica degli ultimi 20-30 anni. Infatti, le aziende agricole negli ultimi 20 anni sono crollate del 50% e il terreno coltivato in 20 anni è caduto del 14%, per cui siamo davanti a una morìa di cui nessuno parla, ma quando muore un'azienda agricola, magari in un'area svantaggiata, muore un pezzo identitario del Paese.
Ci ritroviamo dei terreni che che franano, il dissesto idrogeologico ed intere zone che si spopolano, per cui non è semplicemente un'azienda che chiude, è un presidio identitario che chiude. E come qualcuno diceva che il cibo è un atto politico, il cibo è una forma di identità fortissima per un territorio come il nostro, per l'Italia, perché il cibo del McDonald's è riproducibile in tutto il mondo, invece le nostre eccellenze agroalimentari sono una barriera culturale contro il globalismo e l'agricoltura è da proteggere, da tutelare anche diversamente rispetto ad altri settori, perché è un presidio per la nostra identità e il cibo buono è una delle prime forme di salute che possiamo affrontare per star bene ed invecchiare in modo sano.
Noi abbiamo bisogno, appunto, di parlare di politica agricola e di nuovi Arrigo Serpieri, che furono quei grandi politici che fecero la riforma dei sistemi di bonifica, la bonifica integrale, portarono l'agricoltura ad essere un tema predominante nella politica italiana. In Olanda l'hanno capito, ed è nato il Movimento Civico Contadino, che ha preso il 5% alle elezioni nazionali e addirittura quasi il 20% alle elezioni provinciali, a dimostrazione del fatto che c'è bisogno di una rappresentanza forte per il mondo agricolo. Io sono sicuro che Futuro Nazionale sarà la casa degli agricoltori e che sarà la rappresentanza forte nelle sedi istituzionali degli agricoltori.
Per andare un po' più in modo specifico sul programma, l'agricoltura ha dei grandi problemi. Uno è sicuramente il reddito: le aziende non producono reddito, non c'è ricambio generazionale. Davanti al crollo del 50% delle aziende, il carico burocratico, il personale che si occupa della burocrazia del sistema, è rimasto invariato e questo è un interrogativo e un problema da affrontare con vigore. Poi abbiamo subito le follie ideologiche del Green Deal, del farm-to-fork, che ci hanno spiegato che l'agricoltura impatta negativamente per l'ambiente - pensate, tutta l'agricoltura fa il 9% delle emissioni - e abbiamo messo le imprese nella condizione di non produrre o di produrre meno, o addirittura di chiudere.
L'unica cosa sostenibile è produrre bene, produrre tanto e fare in modo che le imprese possano guadagnare. Imporre dogmi ideologici e chiusure e riduzioni produttive è un modo per far fallire un intero settore. Abbiamo bisogno di un Ministero unico che coordini la politica agricola, non come oggi, che c'è la sicurezza alimentare sotto la salute, il benessere animale sotto il Ministero della Salute, le politiche energetiche sotto il Ministero dell'Ambiente. Abbiamo bisogno di un Ministero unico, che, come avviene in altri Paesi, è il Ministero dell'Agricoltura e del Cibo, che presidia il settore dal campo fino alla tavola dei consumatori.
La sfida ambientale la si vince anche con la ricerca. Siamo favorevoli alle tecniche di evoluzione assistita, per cui attraverso la ricerca genetica si possono avere prodotti e colture resistenti agli eventi estremi e ai parassiti. È importante il tema della sovranità alimentare. L'Italia non è autosufficiente in moltissimi prodotti, nei cereali, nella produzione di carne suina, nella carne bovina, e noi dobbiamo incentivare il consumo e la produzione di prodotti 100% italiani.
Info Personali
Guglielmo Golinelli è un politico italiano nato a Bologna nel 1987.
Ecco alcuni punti chiave sulla sua figura:
- Profilo professionale: È un allevatore di suini originario di Mirandola (Modena). Ha una formazione accademica in Scienze e tecnologie delle produzioni animali e in Economia e gestione del sistema agroalimentare.
- Carriera politica: È stato deputato della Repubblica Italiana durante la XVIII legislatura (2018-2022), eletto nelle file della Lega.
- Attività recente:
- È stato segretario della Lega nella provincia di Modena (2023-2026).
-
Nel febbraio 2026 ha aderito al partito Futuro Nazionale, movimento legato alla figura del generale Roberto Vannacci, dopo aver partecipato alla presentazione del partito.
-
Controversie e posizioni: Si è spesso distinto per posizioni molto nette su temi come l'immigrazione (sostenendo il concetto di "reimmigrazione"), la sicurezza e la difesa delle tradizioni e del comparto agricolo italiano. Le sue dichiarazioni, in particolare riguardo a temi sociali e culturali, hanno spesso suscitato un acceso dibattito pubblico.