Vai al contenuto

Intervento Alessia Serrao

Intervento di Alessia Serrao

In occasione dell'evento di Futuro Nazionale, Alessia Serrao, forte della sua pluriennale esperienza sul campo come assistente sociale, prende la parola per delineare la visione del partito sulle principali sfide sociali contemporanee. Il suo intervento si configura come un richiamo fermo alla responsabilità individuale e al merito, criticando duramente le attuali politiche di gestione dell'immigrazione, la sicurezza nelle aree urbane e l'educazione nelle scuole.

Intervento di Alessia Serrao alla Costituente di Futuro Nazionale

13 Giugno 2026 - Roma

Video YouTube: https://youtu.be/tgJkYU8Vd34

Amici di Futuro Nazionale, basta subire! Il grande inganno che blocca l'Italia è la trappola del politicamente corretto. L'abbiamo sentito dire: ci vogliono deboli e soprattutto dipendenti. Per fare che cosa? Per controllarci. Una melassa progressista che viene sostenuta anche dalla politica del governo attuale, che è sempre più morbida, che fa tweet di sdegno, ma allo stesso tempo resta ferma di fronte ai poteri forti.

Io, a questo modello, dico no. E badate, non lo dico da un salotto radical chic, lo dico dalla trincea. Dalla trincea di chi ha 20 anni di militanza politica alle spalle e ha 20 anni di lavoro nei servizi sociali, tra SERT, carceri e aule di giustizia.

Noi dobbiamo essere il modello del merito, dobbiamo essere il modello del soldato pensante e, proprio come soldati, dobbiamo guardare dritto a quelle che sono le nostre battaglie. Ecco, forse non tutti sanno che assistiamo a un continuo flusso di presunti minori stranieri non accompagnati. Perché dico presunti? Perché, tante volte, ci troviamo di fronte non il bimbo senza la famiglia, ma un adulto, con la barba folta, sulla trentina, che si dichiara minorenne e chiede di essere inserito all'interno di comunità dove ci sono i veri minorenni. E lo Stato che fa? Beh, lo Stato, lo sappiamo bene, è garantista sempre con i più furbi e, per questo motivo, che gli dice? Dice: «Si accomodi», a spese di noi contribuenti. Beh, noi dobbiamo dire basta a questo scempio!

E per questo motivo, quello che proponiamo è uno screening, dell'accertamento dell'età immediato, perché se sei maggiorenne non sei un bambino che ha bisogno di accoglienza, sei un clandestino e devi tornare a casa tua!

Altro argomento che ci infiamma: i maranza, le baby gang, spopolano nelle nostre piazze e creano anche una certa insicurezza. Beh, noi assistiamo alla comica del genitore moderno: il figlio distrugge la città e il genitore che fa? Corre con il figlio per mano dallo psicologo. Quasi a dirgli: «Dottore, mi prego, mi aiuti, mi si è, mi si è rotto il figlio». Ma un figlio non è un elettrodomestico in garanzia, un figlio è responsabilità! Per questo motivo, chi rompe la cosa pubblica, la ripaga col sudore della fronte.

Piuttosto quello che possiamo fare è cercare di sostituire la strada con sport di combattimento, con sport di endurance, prima si parlava di attività sportiva, per incanalare la rabbia dei nostri giovani. Possiamo inserirli all'interno di botteghe per riapprezzare quelli che sono gli antichi mestieri e se la famiglia non collabora, beh, deve pagare civilmente, ma non davanti al figlio, non dietro, ma accanto, a fianco a lui. Noi dobbiamo costringere i genitori a fare i genitori.

Vado avanti velocemente sul tema della scuola. Ecco, io dico, io e questo partito deve dire no alla propaganda dell'educazione sentimentale. Non possiamo andare avanti con questi cavalli di Troia! Noi dobbiamo, invece, inserire all'interno delle nostre scuole tossicologi e medici, non dare dépliant, ma far vedere le scansioni dei cervelli dei nostri figli quando usano la cannabis, per demolire finalmente la balla delle droghe leggere.

Per quanto riguarda, invece, l'inverno demografico, ne parliamo tanto, ma non possiamo andare avanti con i bonus mamma, i bonus passeggino, quello che dobbiamo fare è assolutamente cercare di aiutare queste famiglie. Quindi direi no alla, no al, no al bonus mamma, ma sì al quoziente familiare di natalità: vuol dire che più figli fai e meno tasse paghi.

E infine, ma non da ultimo, spero che la Gruber si tappi le orecchie, no alle quote rosa. Lo dico da donna, lo dico da militante politica, c'è una deriva incredibile. Io le chiamo le donne salvadanaio, perché un certo tipo di politica utilizza il fenomeno delle quote rosa per creare le donne salvadanaio, cioè tutte quelle donne che vengono agganciate, senza cultura, senza gavetta politica, senza interesse politico, e vengono su di loro riversati pacchetti di voti. Questa non è emancipazione, questa è sfruttamento e noi di Futuro Nazionale crediamo nel merito biografico, non nelle nelle riserve indiane.

Ecco, concludo dicendo, andiamo avanti così, noi siamo il Partito del merito. Avanti tutta!


Alessia Serrao

Alessia Serrao è un'assistente sociale che opera principalmente nel territorio di Ascoli Piceno.

Ecco alcuni elementi chiave del suo profilo professionale:

  • Formazione: Ha conseguito una laurea in Servizio Sociale (indirizzo criminologico penitenziario) presso l'Università di Bologna e una laurea in Scienze Sociali Applicate (indirizzo criminalità e sicurezza) presso l'Università Cattolica di Milano.
  • Esperienza professionale: Lavora come assistente sociale dal dicembre 2007. Nel corso della sua carriera ha ricoperto diversi ruoli, tra cui:
  • Assistente sociale presso il Servizio Territoriale Dipendenze Patologiche (Area Vasta 5), operando all'interno del carcere di massima sicurezza Marino Del Tronto.
  • Assistente sociale-tutor per la Provincia di Ascoli Piceno.
  • Attualmente è impiegata presso il Comune di Ascoli Piceno.

  • Impegni istituzionali e sociali: È stata coinvolta in diversi organismi, tra cui la "Sezione per minori stranieri non accompagnati" del Consiglio territoriale immigrazione presso la Prefettura di Ascoli Piceno, ed è stata referente dell'equipe territoriale sull'affido familiare. Ha inoltre collaborato come formatrice e consulente per diversi enti, cooperative e associazioni.

  • Attività accademica: Risulta presente nel portale docenti dell'Università di Macerata.

È stata talvolta menzionata in contesti pubblici e dibattiti, come ad esempio in interventi presso Radio Radicale riguardanti tematiche sociali o in convegni istituzionali.