Intervento Marco Balbo

Il discorso di Marco Balbo, tenuto in qualità di esperto di transizione digitale e cybersicurezza, si articola come un appello strategico rivolto al Paese. Partendo dal presupposto che nel XXI secolo la sovranità nazionale non si difende più solo lungo i confini fisici, ma attraverso la gestione dei dati e delle infrastrutture tecnologiche, l'oratore pone l'accento sulla necessità cruciale di affrancarsi da dipendenze tecnologiche esterne.
L'intervento delinea un percorso in tre pilastri per rafforzare l'indipendenza italiana:
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Sovranità Digitale:La necessità di proteggere i dati dei cittadini, considerati una risorsa strategica, affinché non siano soggetti a legislazioni extraeuropee.
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Opportunità Economica: La visione dell'intelligenza artificiale e del cloud computing come motori di crescita in grado di attrarre investimenti e richiamare i giovani talenti nel Paese.
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Formazione e Cultura: La consapevolezza che la sicurezza nazionale non è solo un problema tecnico, ma una sfida che richiede una classe dirigente preparata e una cittadinanza istruita sui rischi e le opportunità del mondo digitale.
In conclusione, l'intervento di Balbo non circoscrive la cybersicurezza a una mera questione informatica, ma la eleva a pilastro fondamentale per la libertà, la prosperità e l'indipendenza politica ed economica dell'Italia.
Intervento di Marco Balbo alla Costituente di Futuro Nazionale
14 Giugno 2026 - Roma
Youtube: https://youtu.be/Y_DP5nCUYdk
Grazie, grazie. Cercherò di rispettare i tempi imposti. Signor Generale, grazie per l'occasione che mi ha concesso. Onorevoli, cari amici di Futuro Nazionale, sono qui in qualità di esperto del programma in materia di transizione digitale e cybersicurezza. Vorrei condividere, iniziando, una riflessione molto semplice. Per decenni abbiamo creduto che la sovranità di una nazione si difendesse soltanto ai suoi confini. Oggi, però, non è più così. Nel XXI secolo, la sovranità si difende anche attraverso i dati, le infrastrutture digitali, l'energia e la tecnologia.
Ogni giorno milioni di italiani lavorano, comunicano, studiano, affidano la propria vita al digitale a sistemi che spesso non controlliamo e che troppo spesso dipendono da interessi esterni al nostro Paese. E allora dobbiamo porci una domanda: vogliamo essere protagonisti della rivoluzione tecnologica o semplici consumatori di tecnologie sviluppate da altri? Futuro Nazionale sicuramente sceglie la prima via. Infatti, crediamo che l'Italia debba investire nella propria sovranità digitale. I dati degli italiani rappresentano una risorsa strategica e non possiamo accettare che siano controllati, gestiti o resi accessibili a soggetti stranieri sottoposti a legislazioni extraeuropee e che non e che non rispondono all'interesse nazionale. La privacy deve essere visto come uno strumento di tutela della libertà.
Le normative europee spesso sono percepite come una gabbia burocratica e quindi dobbiamo assolutamente ribaltare il paradigma. Dobbiamo aiutare le piccole e medie imprese a rispettare le regole in modo chiaro, semplice e sostenibile, perché le piccole e medie imprese sono il cuore pulsante dell'Italia. E sicurezza... Grazie. Sicurezza significa anche utilizzare la tecnologia per difendere i cittadini onesti e in un contesto internazionale che è segnato da minacce terroristiche, criminalità organizzata e un senso di un senso di crescente insicurezza urbana, riteniamo che lo Stato debba poter utilizzare strumenti tecnologici avanzati per prevenire i reati più gravi e proteggere il territorio nazionale.
Ma la sovranità digitale non è soltanto una questione di sicurezza, è una è anche una straordinaria opportunità economica. L'intelligenza artificiale, i data center, il cloud computing stanno ridefinendo profondamente le esigenze infrastrutturali nazionali e possono diventare il motore di una nuova stagione di ricerca, occupazione e innovazione. Posso sicuramente attrarre investimenti, favorire la crescita di start-up e della piccola-media impresa e, soprattutto, cosa importante, riportare nel Paese tanti giovani talenti che, purtroppo, ad oggi cercano opportunità lavorative fuori dai nostri confini.
Quindi, per fare tutto ciò, serve una visione, servono infrastrutture, serve formazione. In questo settore vogliamo investire nella formazione di docenti e dirigenti scolastici, affinché le nuove generazioni crescano consapevoli dei rischi e delle opportunità del digitale. Un popolo preparato è un popolo più libero e più forte. E serve, soprattutto, una classe dirigente che sia capace di di comprendere il futuro che sta arrivando, perché un attacco un a un'infrastruttura critica nazionale non è un mero problema informatico, è una questione di sicurezza nazionale. E una nazione che non controlla i propri dati rischia di non controllare il proprio futuro.
Quindi, e mi avvio a concludere, la cybersicurezza non riguarda i computer, è riguarda la libertà, la prosperità e l'indipendenza dell'Italia. È questa la sfida che la nostra generazione ha il dovere di affrontare oggi con coraggio, con competenza e con amore per la nostra passione. Grazie.