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Delegati Regione Puglia

Interventi dei Delegati Regione Puglia.

YouTube: https://youtu.be/ua9REmyyriY

Elenco Delegati:

  • Massimo Russo: Presenta l'opposizione al progetto della Grande Moschea a Foggia promossa da Futuro Nazionale, evidenziando la raccolta di oltre 5.000 firme e l'impegno civico e politico sul territorio.
  • Giuseppe Carrieri: Sottolinea la forte risposta della città di Bari e della Puglia al movimento, rimarcando l'importanza di difendere l'identità nazionale, la libertà economica, l'ambiente e il futuro dei giovani.
  • Gabriele Bottazzo: Racconta la nascita di 35 comitati costituenti in provincia di Lecce in soli tre mesi, sottolineando il radicamento territoriale e l'entusiasmo della comunità locale per il progetto.
  • Pierfrancesco Viti: Rileva l'importanza di costruire una classe dirigente basata sull'aristocrazia dello spirito, sulla disciplina e sul merito, accennando inoltre a una proposta di riforma della giustizia sportiva.
  • Filippo Monica: Affronta i problemi strutturali delle carceri e della sicurezza penitenziaria, proponendo riforme concrete come un dipartimento autonomo di Polizia Penitenziaria, un piano di assunzioni e il rafforzamento delle misure di reinserimento sociale.
  • Grazia Berloco: Critica aspramente i vent'anni di governo di centrosinistra in Puglia, puntando il dito contro la cattiva gestione della sanità, le difficoltà delle imprese e il clientelismo, auspicando una nuova stagione politica.
  • Claudio Spinelli: Condivide la sua testimonianza di incursore ed esprime profonda stima e fiducia nel generale Vannacci e nel movimento, elogiando la coesione e lo spirito di appartenenza del gruppo.

Intervento Massimo Russo

Presidente, sporca dozzina, figli di nessuno...

Nei gli interventi che mi hanno preceduto, si è parlato di battaglie programmatiche che andremo ad affrontare prossimamente. A Foggia la battaglia è già iniziata. Una battaglia che a Foggia stiamo portando avanti con determinazione e che rappresenta un esempio concreto di come la politica debba tornare tra la gente.

Mi riferisco alla nostra opposizione al progetto della Grande Moschea che si vuole realizzare nella nostra città. Quando questa vicenda è emersa, qualcuno pensava che i cittadini avrebbero accettato passivamente qualsiasi decisione. Noi invece abbiamo scelto di ascoltare il territorio. Il 28 marzo abbiamo organizzato un presidio di protesta a Foggia con la presenza dell'onorevole Sasso, che ringrazio pubblicamente, per chiedere trasparenza, garanzie e un confronto pubblico serio su un progetto destinato a incidere sul futuro della nostra città.

E da quel momento non ci siamo più fermati. Per tutto il mese di aprile e per tutto il mese di maggio siamo stati presenti nelle piazze con i nostri gazebo, per la raccolta firme contro la costruzione della moschea. Abbiamo parlato con migliaia di cittadini, abbiamo ascoltato famiglie, commercianti, lavoratori, pensionati. Abbiamo raccolto dubbi, preoccupazioni e richieste che troppo spesso nessuno aveva voluto ascoltare. E i risultati parlano da soli: abbiamo già raccolto oltre 5.000 firme e non ci fermeremo!

Il nostro obiettivo è raggiungere e superare quota 10.000 firme! Perché dietro ogni firma non c'è un numero, c'è un cittadino che chiede di essere ascoltato. Qualcuno prova a liquidare questa mobilitazione come una polemica ideologica, non è così. Noi non siamo contro le persone per la loro religione, non siamo contro chi lavora onestamente, rispetta le leggi e vive nella nostra comunità. La nostra è una battaglia politica, civica e culturale.

E permettetemi di sottolineare un fatto che nessuno può smentire: su questa vicenda, mentre molti hanno preferito tacere o restare alla finestra, Futuro Nazionale è stata l'unica forza politica ad aver sollevato il problema con continuità, portandolo nelle piazze e all'attenzione dell'opinione pubblica. Non ci siamo limitati ai comunicati stampa, non ci siamo limitati ai social. Abbiamo messo la faccia accanto ai cittadini.

E c'è una domanda che continuiamo a porre e c'è ancora oggi attendono risposta chiara: chi finanzierà concretamente questa opera? Da dove arriveranno le risorse economiche necessarie? Esistono finanziamenti provenienti da soggetti e organizzazioni estere riconducibili al mondo islamico internazionale? I cittadini hanno diritto di saperlo, la trasparenza non è un dettaglio.

Vado a concludere, non voglio rubare tempo alle altre persone. Concludo dicendo che quando migliaia di cittadini si uniscono per difendere la propria città, nessuno può far finta di non sentirli. No all'islamizzazione! (applausi)

Intervento Giuseppe Carrieri

Signor Presidente, signor coordinatore, signori delegati, anche Bari ha risposto alla chiamata di Futuro Nazionale, presente! Sono circa 2.000 gli iscritti della sola città di Bari e anche soprattutto la Puglia ha molto risposto, poiché credo sia la seconda regione per numero di soci, grazie all'incesante impegno di Rossano Sasso e dei tanti pugliesi che hanno creduto nel Generale Vannacci.

Tutti noi generali siamo convinti che l'Italia abbia bisogno di questa potente scossa e ventata di novità politica costituita da Futuro Nazionale, e delle parole puntuali, innovative e coraggiose del Presidente Vannacci, che ritengo debba essere l'unico frontman di Futuro Nazionale: più lui argomenta e viene conosciuto dall'elettorato, più il partito cresce!

Oggi qui a Roma il movimento si struttura meglio, oggi si organizza a livello nazionale per poi organizzarsi sui territori, sicché credo che il compito principale che abbiamo in queste due giorni di assemblea costituente sia quello di elaborare insieme al presidente e al coordinatore le quattro-cinque idee valori prioritari da propagare univocamente da nord a sud, in modo così da connotare e caratterizzare chiaramente Futuro Nazionale.

Per parte mia ritengo che la difesa dell'identità nazionale, intesa come difesa delle radici, delle tradizioni italiane, dei valori e delle culture locali debba essere elemento imprescindibile da veicolare all'elettorato e abbinare a Futuro Nazionale, così come il principio di libertà economica ed effettiva, inteso quale diritto a poter vivere e lavorare senza migliaia di prescrizioni normative europee, italiane e regionali, quale diritto a essere protetti dalla criminalità e dalle immigrazioni clandestine irregolari, quale diritto, signor Presidente, a non essere soffocati da un fisco che ad alcuni sottrae con l'IRPEF il 47% del lavoro e delle pensioni.

Da ultimo credo che Futuro Nazionale debba concretizzare l'importante valore richiamato nello statuto dell'ambiente e del paesaggio naturale come patrimonio nazionale e luogo di vita, anche promuovendo un innovativo piano energetico per gli italiani, un piano programma diretto a cambiare il paradigma attuale che vede l'esistenza di grandi impianti per la produzione di energia elettrica e famiglie imprese di fatto dipendenti dai grandi player energetici esteri. Questo schema va resettato e modulato.

Signor Presidente, signor coordinatore, signor delegato, ho un'onestissima convinzione, come molti di voi: che Futuro Nazionale sia e sarà l'unica e vera novità del panorama politico italiano, una novità che moltissimi ragazzi già apprezzano e che ci impone di elaborare nuove e diverse politiche giovanili finalizzate anche a bloccare l'emorragia verso altri paesi dei nostri ragazzi e che consentono il rientro in Italia dei tanti under 30 andati all'estero. Quelli poi che rimangono qui dovremmo difenderli ferocemente da chi li sanziona a scuola solo per aver esposto uno striscione con la scritta "L'Italia agli italiani".

L'obiettivo è difficile, molto impegnativo, piuttosto gravoso, siamo stracolmi di entusiasmo, sì che è certo che saremo in grado di consolidare e rafforzare la formidabile creatura che Roberto Vannacci solo poche settimane fa ha deciso di far nascere. Speriamo di farcela, ce la faremo, per cui tanti auguri a tutti noi futuristi! (applausi)

Intervento di Gabriele Bottazzo

Ciao a tutti, ciao Roma, ciao Futuro Nazionale! Generale Roberto Vannacci, coordinatore nazionale Massimiliano Simonini, dirigenti, militanti, amici di Futuro Nazionale, oggi porto qui la voce del Salento, porto anche la voce di Alezio, la mia città, già famosa per la ridondante cultura messapica. Porto la voce di una comunità che ha scelto di credere in un progetto grande, un partito forte, radicato, al servizio della patria.

Io sono Gabriele Bottazzo, referente del comitato costituente ad Alezio in provincia di Lecce e presidente del consiglio comunale. Il mio percorso nasce da una prima appartenenza, come diceva Rossano, convinta al MAC, che molti di voi conoscono. Da quella spinta iniziale che ha acceso l'entusiasmo, la partecipazione e la voglia di esserci, da lì è iniziato un cammino che oggi trova a casa, forza, prospettiva in Futuro Nazionale.

Perché quando un'idea è vera, cammina; quando una guida è credibile, unisce; quando un partito parla la pappa, il popolo risponde! (applausi)

Generale Vannacci, lei ha dato voce a tanti italiani che chiedevano coraggio, identità, libertà e orgoglio nazionale. Coordinatore Simoni, con il suo lavoro e con la sua guida organizzativa questa voce sta diventando struttura, metodo e radicamento. E noi in provincia di Lecce abbiamo raccolto questa chiamata. Siamo partiti dal mio paese, abbiamo coinvolto, avvicinato, incluso, spronato, incentrato, anche non il singolo angolo della Puglia, e tanti amici qui oggi possono confermarlo.

Abbiamo cercato persone competenti, libere, motivate, pronte non a servire se stesse, ma il partito e la patria nei suoi ideali più sublimi. E oggi possiamo dirlo con orgoglio: in soli tre mesi in provincia di Lecce sono nati 35 comitati costituenti su 96 comuni totali. 35 comitati, sì, 35 presidi permanenti, 35 comunità, 35 cuori che battono all'unisono per Futuro Nazionale e per l'Italia.

Questo è il modello leccese, quello strutturato, finalizzato a portare avanti con virtù e direzione il verbo del nostro generale. Una sporca dozzina. Ebbene sì. A Lecce invece c'è ed esiste un branco di lupi affamati, di verità, di giustizia, pronti a ricostruire quella politica demagogica degli ultimi anni. Un modello che nasce dalla tua visione, un modello che nasce grazie al Coordinamento Nazionale di Simoni, un modello che dimostra una cosa semplice: quando il partito chiama, i territori rispondono, ma si devono radicare, devono essere capillari.

E allora, da oggi concludo, da Roma, diciamolo tutti insieme con forza: Futuro Nazionale sarà grande perché nasce dai territori, Futuro Nazionale sarà forte perché ha una guida chiara, Futuro Nazionale sarà vincente perché parla al cuore degli italiani. Sarà il partito di chi non si arrende, di chi costruisce, di chi crede nella nostra amata patria, nel nostro futuro. Futuro Nazionale, noi ci siamo, con lealtà, con entusiasmo e con orgoglio. Viva il generale Vannacci, viva Futuro Nazionale, viva l'Italia!

Intervento Pierfrancesco Viti

Signor generale, caro Roberto, cari amici di Futuro Nazionale, per me essere qui oggi è senza dubbio un privilegio, ma soprattutto una responsabilità, una responsabilità verso l'Italia, verso le migliaia di persone che hanno creduto in questo progetto, verso i giovani che attendono una risposta. E se siamo qui oggi, è soprattutto grazie a te, Roberto, perché hai restituito a milioni di italiani qualcosa che sembrava perduto: la libertà di dire ciò che pensano. E hai restituito dignità a parole che qualcuno voleva cancellare: patria, identità, merito, tradizione. Ed è da questa libertà ritrovata che nasce il nostro progetto.

Ma la sfida che abbiamo davanti non è semplicemente costruire un partito, dobbiamo costruire una classe dirigente, una comunità di uomini e donne che non si limitano a proclamare valori, ma che ne siano d'esempio. Persone severe con se stesse prima che con gli altri. Persone che comprendano che il prestigio non deriva dalle cariche, ma dall'esempio. Guarda, Roberto, se probabilmente noi siamo feccia e io non ci credo, se siamo figli di nessuno, non dobbiamo rinunciare ad essere aristocratici. Far parte di quell'aristocrazia non di sangue, ma di spirito. Quella aristocrazia intesa nel suo nel suo significato etimologico della parola, non il privilegio, ma il governo dei migliori. E i migliori sono coloro che si impongono più disciplina, più responsabilità e più coerenza.

Per questo Per questo credo che Futuro Nazionale debba distinguersi anche per lo stile, lo stile nel parlare, nel comportarsi nella vita pubblica e privata e persino nell'eleganza, e tranquillizzo tutti, non soltanto nel vestire, ma nei modi, nei gesti, nelle parole e nella misura. Da avvocato, esperto di giustizia sportiva, ho avuto l'onore di contribuire alla proposta di una riforma che, probabilmente per la prima volta, porta questo tema al centro del dibattito politico nazionale. Una riforma che riguarda quasi 38 milioni di sportivi italiani e che punta a rendere la giustizia sportiva più imparziale, più trasparente e più credibile.

Cari signori, le ambizioni passano, i rancori passano, ma le idee restano. Noi siamo qui non per occupare una posizione, ma per costruire un futuro migliore, un'Italia che non può permettersi di perdere la propria identità, i propri valori e quella fierezza, e lo dico senza timore di smentita, che ci ha resi la civiltà più grande d'Europa e forse del mondo.

Intervento Filippo Monica

Buon pomeriggio, signore e signori, è per me un grande onore prendere la parola davanti a questa assemblea. Mi chiamo Filippo Monica, sono laureato in giurisprudenza e svolgo con orgoglio il servizio di poliziotto penitenziario. Ricopro inoltre l'incarico di segretario nazionale dell'organizzazione sindacale Sinappe e oggi intervengo come esperto del programma di Futuro Nazionale nell'ambito della sicurezza penitenziaria e delle carceri.

Credo nei valori dell'identità nazionale, dell'amore della patria, del rispetto delle tradizioni, della legalità e delle istituzioni. Per questo desidero ringraziare il generale Roberto Vannacci per aver dato vita a un progetto che rimette al centro l'Italia, gli italiani e la difesa dei valori fondamentali della nostra nazione. Oggi metto la mia esperienza professionale e umana al servizio di questo percorso, affinché l'Italia possa continuare a essere una nazione forte, sovrana, libera e protagonista del proprio destino.

Parlare di sistema penitenziario significa parlare di sicurezza dello Stato. Oggi le carceri italiane vivono una crisi strutturale: sovraffollamento, carenza di personale, strutture obsolete, aumento di detenuti problematici ed emergenze sanitarie sempre più difficili da gestire. Di fronte a questa situazione, proponiamo una riforma concreta e coraggiosa, tra cui la creazione di un dipartimento autonomo di Polizia Penitenziaria, separato dalle funzioni amministrative, affinché il corpo possa disporre di una propria catena di comando, di una piena autonomia organizzativa, garantendo la maggiore efficienza e rapidità nelle decisioni operative. Inoltre bisogna prevedere un piano straordinario di assunzioni: investire nel personale significa investire nella sicurezza dei cittadini.

È necessario affrontare il problema del sovraffollamento carcerario, favorendo un utilizzo più efficace delle misure alternative e rafforzando gli accordi internazionali per il trasferimento, o meglio, la riemigrazione dei detenuti stranieri. Particolare attenzione va dedicata al tema sanitario: pur garantendo il diritto alla salute a chiunque si trovi in stato di detenzione, bisogna prevedere una compartecipazione alle spese sanitarie previste dalla legge. Occorre poi restituire efficacia al sistema disciplinare interno, potenziare il lavoro, coinvolgendo imprese e terzo settore. Il lavoro rappresenta infatti un degli strumenti più efficaci per il reinserimento sociale.

Questa non è soltanto una riforma del carcere, è una scelta di responsabilità verso lo Stato, perché indossa una divisa verso tutti i cittadini italiani.

Viva l'Italia, grazie a tutti.

Intervento Grazia Berloco

Vi parlerò della mia regione, la Puglia, una terra splendida e dalle mille potenzialità che purtroppo subisce un incantesimo da oltre vent'anni. Sono passati vent'anni da quando la sinistra ha preso in mano le redini della nostra regione, vent'anni di promesse, di sloga, di presi in giro. E oggi, guardiamoci intorno con onestà.

Dopo anni di governo Vendola prima ed Emiliano poi, la Puglia è agli ultimi posti in Italia per tanti indicatori, in primis, infrastrutture e natalità.

Le imprese chiudono e non nascono, schiacciate dalla burocrazia più soffocante del paese e da una classe dirigente che pensa più ai bandi europei che alle esigenze concrete del territorio. Per non parlare di sanità, 350 milioni di euro di buco, 350 milioni di euro frutto della pessima gestione della politica. E oggi, per risanare quel debito, l'attuale presidente Decaro, sempre di sinistra con i suoi predecessori, aumenta le tasse ai cittadini. Ma almeno, direte voi, quei soldi, quel debito mostruoso, sarà servito a qualcosa? Ma che? E non dimentichiamoci degli imprenditori balneari che devono invece combattere con le politiche europee e una classe politica, tanto nel centrosinistra quanto nel centrodestra, che ha fatto poco o nulla per difendere dagli effetti disastrosi della famigerata direttiva Bolkestein.

E poi, c'è il clientelismo, vent'anni di assessorati, incarichi, consulenze, fondazioni e agenzie riempie di fedelissimi. Una macchina pubblica gonfiata che costa tantissimo e rende pochissimo. E non è una questione di destra o sinistra, è una questione di risultati. E i risultati della sinistra in Puglia, dopo decenni di potere assoluto, parlano chiaro: opportunità sprecate, declino silenzioso, futuro rubato ai nostri figli.

Vogliamo una Puglia libera, orgogliosa, laboriosa, meritocratica e finalmente libera dai fallimenti di un sistema che ha fatto il suo tempo. La Puglia può e deve fare di meglio, merita una visione, merita coraggio. Per questo diciamo che è arrivato il momento di cambiare davvero e costruire insieme una nuova stagione politica, è tempo di Futuro Nazionale.

Intervento Claudio Spinelli

Non ho preparato un discorso perché non amo gli schemi, andrò a braccio e cercherò di rimanere nel tempo, anche perché, comandante, lei m'ha insegnato che 3 minuti possono essere lunghissimi.

Sono Claudio Spinelli, sono un incursore, ho avuto l'onore e mi vanto di aver servito per quasi 20 anni nel reparto dove il mio caro comandante è stato prima comandante di battaglione, poi comandante di reggimento e poi tutta la storia della Kocer.

Vantiamo assieme a tanti amici storici di aver accompagnato il mondo al contrario già dall'agosto 2023. Abbiamo seguito con fiducia eventi nebulosi, oscuri, non sapevamo che saremmo arrivati fino a qui.

Sinceramente, io voglio condividere con voi un pensiero che nutro sin da quel giorno, ma in realtà lo nutro fin dal giorno in cui ho deciso di arruolarmi e poi di diventare un incursore e di essere stato fortunato ad avere il generale Vannacci come comandante.

Abbiamo fatto anche gli istruttori per gli astronauti. Io ricordo, eravamo a Colonia in Germania e ci fu uno scienziato che diceva ed è quello che sta succedendo a noi qui in questa in questa sala. Molti, moltissimi studiosi aspettano una vita per poter vedere o studiare un astro nell'universo. Noi siamo testimoni del fenomeno Vannacci, di qualcosa di unico, di qualcosa che non si ripete e forse non si ripeterà mai più. Ecco perché noi dobbiamo essere sicuramente forti e consapevoli di quello che ci sta accadendo, di quello che abbiamo tra le mani.

Una cosa importante, importantissima, è quella che, mi permetta, comandante, ci identifica e identifica quelli della nostra razza, mi permetto di dirlo. E di quello di avere la fiducia in un uomo che non ha mai abbandonato i propri uomini, non ha mai lasciato indietro nessuno. Per esperienza vi dico, noi siamo stati consapevoli di essere stati anche in grado di combattere e di mettere a rischio la nostra vita, ma avevamo la certezza che qualcuno dall'alto avrebbe fatto di tutto perché ognuno di noi portasse a casa sana e cara la pelle. Per questo, comandante, io la ringrazio e voglio citare una nostra un nostro motto, che è quello di combattere e di essere in grado di raggiungere l'obiettivo Futuro Nazionale a tutti i costi. Grazie.