Interventi Regione Marche
Interventi dei Delegati della Regione Marche:
YouTube: https://youtu.be/kJRMEhwKXys
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Fabrizio Ciarapica: Invita a radicare il partito nei comuni, a considerare la sicurezza urbana una priorità con maggiori risorse locali e a gestire l'immigrazione con regole certe.
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Pia Perricci: Sottolinea l'importanza di difendere l'identità nazionale e la dignità di lavoratori e famiglie, portando la propria testimonianza di lotta contro i sistemi di potere locali.
Intervento Fabrizio Ciarapica
Buonasera a tutti, sono Fabrizio Ciarapica, sindaco di Civitanova Marche. È veramente emozionante parlare da questo palcoscenico, quindi un ringraziamento a tutti coloro che lo hanno reso possibile, a partire dal Generale Vannacci, Massimiano Simoni, Anna Maria Frigo, Tommaso Foti e tutti i deputati che ci rappresentano egregiamente in Parlamento.
È emozionante perché oggi stiamo costruendo qualcosa che in Italia manca: una forza politica che non nasce per commentare la realtà, ma per cambiarla davvero. E soprattutto, una forza politica che non si limita a rincorrere le emergenze, ma che abbia il coraggio di indicare una direzione vera.
Quindi, Futuro Nazionale è innanzitutto un'opportunità: un'opportunità per dare rappresentanza a chi oggi non si sente rappresentato, per costruire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, per riportare la politica a essere uno strumento utile, concreto e credibile.
Ma perché questa opportunità non rimanga sulla carta e sia veramente reale, dobbiamo tradurla in scelte concrete: scelte su come vogliamo organizzarci, su quali priorità portare avanti e che tipo di paese vogliamo. Allora voglio suggerire a questa assemblea tre punti molto veloci:
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Essere presenti e credibili a livello locale: Non possiamo avere un progetto politico forte e nazionale se non c'è forza nei comuni, se i comuni sono deboli o se il partito è disorganizzato e distante dai cittadini.
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La sicurezza urbana come priorità: La sicurezza non è uno slogan, è la base della convivenza civile. Vi assicuro che da sindaco è la prima richiesta che ricevo ogni giorno. Non è un tema astratto: la vita quotidiana dei nostri cittadini è fatta di paura, i commercianti chiudono prima e molti spazi pubblici non sono più fruibili. Oltre al lavoro encomiabile delle nostre forze dell'ordine, chiedo che Futuro Nazionale porti avanti una marcia in più per dare ai sindaci maggiori strumenti e risorse in tecnologia, investimenti strutturali per la sicurezza e rafforzamento della polizia locale.
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Immigrazione tra chiarezza e gestione: Non è una questione ideologica, ma soprattutto di equilibrio tra accoglienza per chi ha diritto e, soprattutto, regole certe per chi arriva.
Futuro Nazionale ha davanti una possibilità reale, ma soprattutto una grande responsabilità: quella di costruire una proposta politica seria, riconoscibile e utile. Questa possibilità dipende da noi, dalle scelte che facciamo oggi e dalla capacità di essere chiari, concreti e coerenti.
Intervento Pia Perrici
Generale Vannacci, amici e italiani, ci sono momenti nella storia di una nazione in cui la politica smette di essere semplice amministrazione e torna ad essere destino. Questo è uno di quei momenti. Noi siamo qui perché sentiamo che l'Italia merita di più: merita più coraggio, merita più identità, merita più verità.
Per troppo tempo ci hanno insegnato a vergognarci di essere italiani; ci hanno detto che i confini erano superati, che la sovranità fosse un problema, che l'identità fosse una colpa. Hanno trasformato il merito in sospetto e l'orgoglio nazionale in estremismo. Ma un popolo che perde orgoglio, perde futuro. L'Italia non ha bisogno di essere rieducata, l'Italia ha bisogno di essere liberata: liberata dalla paura, liberata da quelle élite che pretendono di decidere cosa dobbiamo dire e persino cosa dobbiamo essere.
Generale, lei ha avuto il coraggio di parlare quando sarebbe stato più semplice e conveniente tacere, e gli italiani questo lo hanno capito. Lei è rimasto fermo nella difesa dell'identità nazionale, nel rispetto delle forze armate, nel principio che la patria non è una parola vuota, ma una responsabilità viva. Ed è proprio da qui che dobbiamo ripartire: dalla necessità di dare agli italiani una casa politica che li difenda davvero.
Oggi troppi cittadini si sentono soli: soli quando aprono un'impresa, soli quando chiedono sicurezza, soli quando difendono la famiglia. Permettetemi un piccolo passaggio personale: conosco la solitudine di chi combatte contro i sistemi grandi. L'ho conosciuta durante una battaglia che nelle Marche è conosciuta come Affidopoli. Ho avuto il coraggio da sola di denunciare questo sistema che oggi vede indagate 27 persone, tra cui l'ex sindaco Matteo Ricci, principale esponente del PD, oggi anche europarlamentare, e solo qualche giorno fa hanno chiesto la revoca dell'immunità. Generale, mi raccomando al voto in quella sede!
Ho conosciuto la paura, ho conosciuto l'isolamento, ho sentito il peso di sentirmi sola, abbandonata, solo per difendere i diritti dei più fragili, non soltanto i miei. Ma non mi sono fermata, perché quando ami davvero la tua nazione non puoi arretrare, non lo devi fare, e continuo a lottare perché voglio che l'Italia torni ad essere la nostra patria, la patria dei nostri figli.
Da avvocato credo che la prima battaglia oggi sia proprio questa: restituire dignità. Dignità al lavoro, dignità alle forze dell'ordine, alle famiglie, a chi produce. Perché uno Stato che perde autorevolezza quando punisce il merito e premia il disordine... il popolo italiano è stanco, ma è anche pronto a rialzarsi, a non chiedere più il permesso, ad essere protagonista. È per questo che milioni di italiani oggi guardano a Roberto Vannacci: non perché cercano l'uomo perfetto, ma perché cercano l'uomo libero, un uomo che non piega le parole, un uomo che non arretra, un uomo che non chiede. Noi non siamo una nazione sconfitta!