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Interventi Regione Lombardia

Interventi dei Delegati della Regione Lombardia alla Costituente di Futuro Nazionale

YouTube: https://youtu.be/jtKLqTGiDb8

  • Daniele Parisi: Sottolinea l'importanza di rivalorizzare le eccellenze economiche, industriali e culturali dell'Italia, criticando il ruolo delle banche e l'influenza delle politiche europee. Individua nel movimento guidato da Roberto Vannacci e nei valori della destra sociale la chiave per restituire ricchezza e floridità al Paese.

  • Raoul Bonomi: Denuncia la situazione di degrado, insicurezza e insostenibilità economica vissuta a Milano (con un riferimento critico all'amministrazione di Giuseppe Sala), parlando di una crisi della cristianità e della sicurezza urbana, e ribadendo l'impegno sul territorio in vista della campagna elettorale insieme a Futuro Nazionale e a Roberto Vannacci.

  • Pietro Macconi: Riflette sulla crisi d'identità e culturale dell'Occidente e sul clima di svalutazione della storia e della civiltà europea, citando le riflessioni dell'allora cardinale Ratzinger e del saggista Giulio Rampini, oltre a criticare le conseguenze geopolitiche delle politiche estere europee in Libia.

  • Luca Ferrazzi: Fa il punto sulla crescita e sul radicamento di Futuro Nazionale in Lombardia dopo l'incontro al Pirellone con Roberto Vannacci, sottolineando il rapporto diretto con i cittadini e annunciando l'arrivo imminente di nuove adesioni da parte di amministratori locali ed ex sindaci della regione.

  • Marcello Livari: Sostiene la necessità di recuperare la memoria storica della destra sociale e identitaria attraverso una sintesi culturale e politica trasversale (menzionando figure storiche eterogenee come Gramsci, Gentile, Marinetti e Mussolini), proiettandola verso le sfide future e le giovani generazioni.

  • Giovanni Acquaviva: Si concentra sui problemi quotidiani dei cittadini, come i bassi salari e la sicurezza, e analizza criticamente la situazione del trasporto pubblico locale e della categoria degli autoferrotranvieri, criticando le priorità economiche e le politiche di transizione ecologica a scapito delle condizioni dei lavoratori.

  • Furio Suvilli: Racconta il successo elettorale ottenuto a Vigevano da Futuro Nazionale (andato oltre il 14%) e l'importanza di saper dialogare con i giovani, che riempiono le piazze quando trovano un'offerta politica capace di parlare la loro lingua, concludendo con un richiamo ai valori identitari e all'eredità mazziniana.

Intervento Daniele Parisi

Grazie a tutti, grazie a Roberto, grazie a tutti gli organizzatori di questa assemblea. Essere qui è veramente una cosa incredibile. Ringrazio la provincia di Varese che con un grande lavoro ha espresso 21 delegati e 21 delegati sono presenti. Partire dalle origini di questo movimento è la luce che deve illuminare il nostro futuro. L'Italia è stata imprigionata e chiusa in un guscio dai nostri antagonisti europei ed a principessa che era nell'ultimo ventennio del secolo scorso ci hanno relegato a cenerentola grazie alla complicità di politici traditori venduti alle lobby di potere internazionale. Al di là, al di là dei temi della remigrazione, della sicurezza e della giustizia, che sono ben a fuoco nel nostro partito, l'obiettivo più importante che cambierebbe, secondo me, completamente il quadro della nazione e demolirebbe altresi la beffarda concorrenza politica che è chiusa in una vecchia stanza senza finestre è quella di sbaragliare il campo economico-finanziario e ridonare a questo paese ricchezza e floridità. L'Italia è da sempre la culla di qualsiasi cosa che ha segnato il progresso, la civiltà e la cultura, dalle cose più semplici che si danno per scontate come l'alfabeto musicale all'energia nucleare. Per riuscire in questa impresa che darebbe un calcio a qualsiasi appiglio politico dell'opposizione, compreso quello dell'ascoltate bene salario minimo, è ridare valore a tutto ciò che già abbiamo. Non c'è alcuna necessità di rivoluzionare ciò che abbiamo. L'Italia è eccellenza ed eccellenza in tutti i settori, nell'industria, nel commercio e nella tecnologia, pensate a Leonardo, Fincantieri, Armani, Giugiaro, il Brunello, il Barolo, in tutti i settori. Non solo noi non siamo inferiori a nessuno, ma siamo superiori a tutti. Il punto è che ci hanno drogato di modestia e così ci hanno privato della capacità di venderci, come invece sanno fare i francesi, i tedeschi e gli inglesi. Potenze che, affossare la nostra grandezza, ci hanno trascinato nel vortice della riforma monetaria, l'euro, della riforma bancaria, di Renzi, della politica liberal-marxista. Gli affossatori del nostro sistema economico industriale oggi sono proprio le banche, le banche che sottraggono utili alle industrie e sono i loro principali concorrenti anziché partner. Ecco il mondo al contrario. Allora, come uscirne? Una semplice ricetta: abbiamo la forza e la lungimiranza del nostro Roberto Vannacci. Vannacci, insieme a tutti noi, dovrà e potrà cambiare le cose. Ecco l'anima del nostro partito: innovazione, visione, provate capacità manageriali, ma soprattutto la reale conformazione della destra sociale, che non è distribuzione di povertà, ma distribuzione di ricchezza. Come direbbe un comandante quando la nave è in navigazione, alla via così. Grazie.

Intervento Raoul Bonomi

Buongiorno e grazie a tutti. La fortuna mi ha baciato, sono stato sorteggiato. Grazie a Dio. Sono Raul Bonomi, Comitato 1078, Baggio San Siro, referente di Milano Ovest, ex consigliere di municipio, UDC. Ero nell'UDC 10 anni e purato poi dalle liste della Lega. Epurato. Ero in lista e mi hanno tolto. Ex consigliere di municipio, membro di tutte le commissioni, promotore dei comitati SOS Sentinelle Civiche, Liberiamo Milano, SOS Segesta, Seveso, l'inferno esiste, si trova a San Siro, Piazza Seveso, lo sanno gli amici di Milano. Un inferno dove vivevo, fino a gennaio ho dovuto vendere casa. E come me tanti cittadini a Milano lo stanno facendo. Ebbene, noi a Milano siamo in ginocchio. Stanchi di terrore, stupri, furti, aggressioni, violazioni della proprietà pubblica e privata, un nome e un cognome: Giuseppe Sala. Un partito, il Partito Democratico. Ora basta. Milano è distrutta, in ginocchio. Peggio di così non è possibile. Io non conosco un qualcosa di peggio di così. È in corso una guerra contro la cristianità. Si chiama islamizzazione. È in corso una guerra contro la libertà di pensiero, contro la libertà di opinione, contro la libertà di appartenenza civica e politica. Si chiama illiberalità. Noi di Futuro Nazionale, noi delle periferie, delle grandi città e non solo, sogniamo la libertà di professare la nostra fede, di manifestare il nostro credo, di vivere in pace e serenità al nostro territorio. Sogniamo la realizzazione di un'equazione civico-politica: casa più lavoro uguale famiglia. Per queste ragioni, anche noi di Milano 78, Milano Ovest, insieme a Milano 509, il nostro coordinatore Massimiliano Bastoni, cittadino, eravamo, siamo e saremo pronti alla campagna milanese che con Vannacci ci vedrà protagonisti per far rialzare la testa e le gambe a una Milano terrorizzata, anche Roma. Viva Futuro Nazionale, viva il Generale Vannacci, viva tutti noi

Intervento Pietro Macconi

Sarò breve diceva, sfogliando il libro che aveva di fronte. Buongiorno a tutti voi, giornata fausta bellissima quella che abbiamo di fronte. Il 13 maggio 2004 l'allora cardinale Ratzinger ci ricordava che una civiltà non sopravvive se smette di amarsi. Il cardinale diceva: 'L'occidente non ama più se stesso, della sua storia vede soltanto ciò che è deprecabile e distruttivo, non è più in grado di percepire ciò che è grande e puro'. Anche un personaggio molto noto, ancora vivente, come il saggista e giornalista Rampini, già appartenente alla sinistra extraparlamentare, poi a quella parlamentare, oggi cittadino americano, ci ricorda il clima culturale terrificante che vive, che vige nelle migliori università americane ed europee, dove la nostra storia e cultura, in definitiva la nostra civiltà, queste sono parole sue, di uomini bianchi e occidentali viene descritta come la più schifosa, orripilante, malvagia, distruttiva, oppressiva e sfruttatrice, sfruttatrice civiltà mai esistita, sono parole sue, non le ho inventate io. Questo è preoccupante. Siamo gli unici a vergognarci di quello che siamo, sono ancora parole sue: i cinesi, i russi, i turchi sono orgogliosi della loro storia, la insegnano nelle scuole ed università con grande rispetto. A proposito dei turchi, nel 1911, poco più di 100 anni fa, avevamo sottratto la Libia ai turchi ed ora, grazie alle politiche europee, particolarmente quelle dei francesi, siamo riusciti a ridare influenza determinante alla Turchia e abbiamo perso gli ottimi rapporti economici e diplomatici con loro, cioè con i libici. Bene, egregi signori, avevo qualcos'altro da dire, ma i tempi sono questi. Grazie.

Intervento Luca Ferrazzi

Anche a me insieme a Pietro Macconi tocca di portare il saluto di Regione Lombardia. Mi verrebbe da dire che dal 26 maggio, quando Roberto Vannacci è andato al Pirellone, beh, qualcosa è cambiato. Quella che doveva essere la regione dove si diceva, no, che Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, non avrebbe avuto nessuna possibilità di crescita, beh, lo sa bene Anna Maria Frigo quanto Regione Lombardia abbia risposto e quanti cittadini lombardi hanno risposto. E vedete, c'è un fatto che è importante da ricordare, è stato in tanti interventi di oggi, in tanti modi già detto, ma io credo che sia importante far comprendere che come stiamo agendo in Regione Lombardia, noi non stiamo parlando ai Crocichi, ai capi bastone, noi ci stiamo rivolgendo al popolo. E allora non siamo andati a parlare con i rappresentanti delle categorie, sono adesso i loro iscritti che gli dicono che devono parlare con noi, con Futuro Nazionale, con Roberto Vannacci, e questo è lo splendido risultato che stiamo ottenendo. Qualcuno aveva detto qualche anno fa non ci hanno visto arrivare. Beh, credo per davvero che questa volta non ci abbiano visto. Non ci abbiano visto arrivare, ma perché da quei movimenti post-ideologici, oggi Futuro Nazionale, in modo fermo, in modo deciso, ripropone dei valori, dei principi, e dietro a questi principi e a questi valori c'è un'avanguardia di popolo, che è rappresentato oggi da quello che anche il generale ha definito la sporca dozina, da quello che rappresentiamo io e Pietro Macconi in Regione Lombardia, dai tanti amministratori, e anzi non ho avuto ancora il piacere di dirlo né a Simoni, né a Roberto Vannacci, credo che da lunedì le pagine si riempiranno di nuove adesioni di tanti ex sindaci, di tanti rappresentanti dei partiti locali, in particolare della mia provincia di Varese, ma di tutta la Lombardia. Stiamo vivendo un momento straordinario, ma non tanto per noi, davvero per l'Italia. Questa è l'ultima chiamata alla quale, e anche qui ho 35 secondi, ma ci tengo a dirlo, in molti si aspettano che anche quelle che sono le discussioni, il dibattito interno che in un movimento grande stanno già avvenendo, ma loro si sbagliano su un fatto: io ho detto che questi amministratori, i rappresentanti, i referenti dei comitati sono l'avanguardia di un popolo. Si sta discuendo e si sta, 12, e si sta discutendo su come dobbiamo lavorare. Abbiamo bisogno di radicarci, di organizarci, ma si sbagliano se pensano che dal nostro interno nascano delle conflittualità e non riusciremo a rappresentare i bisogni del nostro paese e della Lombardia. Grazie a tutti! Viva Futuro Nazionale e viva l'Italia!

Intervento Marcello Livari

Buon pomeriggio a tutti, vi porto il saluto di Pavia, dell'Oltrepò, della Lomellina e di tutto il Collegio 4. Dobbiamo innanzitutto recuperare la nostra memoria storica, la destra autentica, sociale, popolare e nazionale identitaria. La nostra Italia martoriata, scissa e che si è fronteggiata è scannata per le rispettive ragioni, per i rispettivi sogni. In questa nostra Italia troviamo Antonio Gramsci, Giovanni Gentile, Ezio Aton, Marinetti, è un'Italia fiera, sanguigna e ribelle. Costruttrice di storia, tormentata sui libri che, per dirla a Beppe Nicolai, alla cui memoria mi inchino, non è l'Italia dei prodenti, non è l'Italia dei pavidi, non è l'Italia di coloro che scendono per strada a cose fatte per dire 'io c'ero'. È il recupero della memoria storica, ricomposizione del pensiero politico scisso del secolo delle rivoluzioni e superamento delle antitesi disperate delle demonizzazioni reciproche. Ci vuole la forza della trasgressione che in tutta la nostra storia, a partire dal novembre del 1914, la trasgressione nazionale del socialismo, per arrivare alla ribellione dannunziana e fiumana e fino anche alla Repubblica Sociale Italiana. La trasgressione deve essere proiettata in un progetto, in una proposta da offrire all'intero popolo italiano. Diciamo che è l'incompiuta missione del secolo scorso, che ci avrebbe permesso un ingresso trionfale negli anni 2000, un'Italia unita, forte, libera nel fronteggiare nel mondo del lavoro le nuove sfide mondiali. Una missione da affidare ai giovani e alle future generazioni: questo è il nostro compito, trasgressione e pensiero forte. C'è un terreno che si scopre comune sia a destra che a sinistra. E lo testimoniano Settembrini, Bocca, del Noce, Melograni da una parte, Nicolai e Buttafuoco dall'altra. È il sacrificio emblematico di Mussolini e di Nicolino Bombacci, capo carismatico del comunismo, appesi entrambi ai ganci di Piazzale Loreto. Con il declino 60 anni dopo, con lo scioglimento 60 anni dopo del Partito Comunista Italiano, nello zucchero del diabete neoliberista americano, nel cosiddetto mercato. Quel sacrificio di Piazzale Loreto assume valore di proposta per tutto il popolo italiano. La politica dello sfondamento a sinistra non ha senso se non si radica nel significato del mito, del mito popolare, quello di Piazzale Loreto, ben diverso dalla vicenda della ambulanza del 25 luglio del 43. Lo scenario di Piazzale Loreto è trasgressivo perché accanto a Mussolini c'è Nicolino Bombacci. Nell'ultima drammatica riunione del 25 aprile, c'è sempre Nicolino Bombacci, per cui mi avvio a concludere, avrei voluto continuare, ma a questo punto noi eh noi non dobbiamo avere paura di parlare in modo trasversale. Noi siamo la destra sociale e abbiamo nel nostro DNA tutto ciò che la sinistra non ha mai voluto e non ha mai affrontato. E allora facciamolo, affrontiamolo in mare aperto, affrontiamo questa sfida e state certi che ne usciremo vincenti. Grazie.

Intervento Giovanni Acquaviva

Buon pomeriggio a tutti, piacere, sono Giovanni Acquaviva. Per me è un grande onore essere qui insieme a tutti voi a portare avanti questo splendido sogno che oggi è diventata una meravigliosa realtà, chiamata Futuro Nazionale. Sono tantissimi i temi che potremmo andare a trattare, ad affrontare oggi. Potremmo parlare della nuova moda, la moda della borsa d'avanti, che qualcuno definisce ormai la moda della paura. Per poi passare alle vere e proprie carceri condominiali, dove i cittadini onesti sono costretti a installare delle inferriate pur abitando al quarto e quinto piano. Oggi vi chiedo di prestare la massima attenzione al messaggio che voglio condividere con voi, perché dietro ogni parola ci sono storie vere e sofferenze reali. Dietro ai bassi salari c'è un genitore che è costretto a fare straordinari per riuscire a pagare le spese essenziali alla propria famiglia, rinunciando al tempo da dedicare ai propri figli e alla loro educazione. Dietro al tema della sicurezza, c'è un volto insanguinato di un lavoratore, aggredito mentre svolge il proprio dovere. Dietro al tema della mobilità, c'è la frustrazione dei cittadini, esasperati da servizi inadeguati e da scelte che sono lontane dai bisogni reali delle persone. Vorrei portare alla vostra attenzione una riflessione sulla categoria degli autoferrotranvieri, che negli ultimi anni ha visto peggiorare progressivamente le proprie condizioni lavorative. Molte delle politiche adottate nel settore del trasporto pubblico sono state guidate più da impostazioni ideologiche che dalle reali esigenze dei cittadini. Le aziende hanno dovuto affrontare il taglio i tagli al Fondo Nazionale dei Trasporti, conseguenza del debito pubblico e delle politiche del rigore economico. Negli ultimi anni, inoltre, una parte significativa delle risorse del PNRR è stata destinata agli obiettivi della transizione ecologica, un percorso importante, certamente, che però ha concentrato l'attenzione esclusivamente sui mezzi e troppo poco sulle persone. Si è investito nell'acquisto di autobus elettrici, che oltre ad avere dei costi più elevati, offrono una capienza inferiore rispetto ai tradizionali autobus diesel. Nel frattempo, temi fondamentali come la sicurezza dei lavoratori, le condizioni operative e l'adeguamento degli stipendi sono rimasti in secondo piano. Stipendi bassi, responsabilità alta, risultato: fuga dalla professione. A tutto a tutto questo si aggiunge una situazione sempre più delicata sul fronte della selezione e della formazione del personale. Oggi molte aziende del trasporto pubblico locale, a causa di questa situazione, faticano a trovare lavoratori e in alcuni casi ricorrono al reclutamento di personale da eh da personale proveniente da paesi extra UE, spessa senza una adeguata conoscenza della lingua italiana e delle normative vigenti nel nostro paese. Vorrei chiedervi una cosa: se anche a voi capita la sera prima di addormentarvi, di ripensare, di pensare a come migliorare nella vostra vita, come migliorare la vita dei vostri figli e il futuro della nostra nazione? A me capita spesso.

Intervento Furio Suvilli

Buongiorno Roma! Siamo veramente tantissimi oggi. Sarò sintetico perché ovviamente il tempo è poco, però cercherò di essere il più efficace possibile. Oggi è un grande giorno. Non è solo un grande giorno perché solo come delegati siamo tantissimi, e si vede. Ma perché oggi mettiamo il primo mattone per quello che sarà un grande partito per il nostro paese. Perché solo Futuro Nazionale, secondo me che ci credo profondamente, potrà portare cambiamento. Cambiamento in un paese che fino ad oggi ha sempre detto faremo questo, faremo quello, ma poi in realtà quando vanno a governare non fanno niente. Ma lo sapete perché? Perché spesso e volentieri non sono movimenti che nascono dal basso, dalle esigenze delle persone e dei cittadini. E io proprio a questo proposito vi porto l'esempio di Vigevano. Qualcuno di voi mi conoscono, altri no. Bene, Vigevano è stata la prima competizione elettorale comunale dove ci siamo presentati anche senza il simbolo di Futuro Nazionale, ma nella quale ringrazio ovviamente Giannarelli Vannacci ci ha creduto. In questa competizione elettorale nessuno ci dava niente. Farete al massimo il 6-7%, non solo siamo andati in doppia cifra, ma abbiamo sforato la soglia del 14% ed è stato un grandissimo risultato. Non solo come risultato elettorale, ma perché ha dimostrato, uno, che chi dice che Futuro Nazionale vale il 3-6, il 4, oggi il 5, non ha capito niente, perché il grande valore di Futuro Nazionale si deve ancora esprimere. Ma soprattutto perché a Vigevano abbiamo portato a votare chi non votava più, ma soprattutto i nostri giovani. Il 17 di maggio scorso la Piazza Ducale era piena di giovani ed è stato bellissimo vedere questi ragazzi. Ma lo sapete per quale motivo è stata piena di giovani? Perché oggi nessuno parla ai giovani e non trovano da nessuna parte un'offerta politica che parli una lingua per loro comprensibile. Ma oggi Futuro Nazionale e il Generale Vannacci hanno dimostrato di saperlo fare. E chiudo velocemente: i giovani sono il nostro futuro, sono i nostri figli e se i partiti rinunciano a parlare ai giovani, hanno già rinunciato a fare politica in questo paese. Nel 1831 un uomo che parlava a una giovane d'Italia disse: "Dio ha destinato l'Italia agli italiani e nessun altro popolo può vantare i diritti sulla sua terra." Quest'uomo era Giuseppe Mazzini. Bene, forse dovremmo ricordarlo a qualche insegnante, per questo motivo non permettiamo a nessuno di scrivere il nostro presente, ma soprattutto non permettiamo a nessuno di scrivere il nostro futuro, ma soprattutto ancora il futuro dei nostri figli. Grazie a tutti.