Intervento Massimo Arlechino

- Presidente nazionale del Movimento Indipendenza
Il discorso segna la convergenza tra il Movimento Indipendenza — guidato da Massimo Arlechino — e la realtà politica del generale Roberto Vannacci. Arlechino sottolinea il valore del sacrificio compiuto dal suo movimento, che ha scelto di confluire in una realtà più ampia per sostenere una visione politica comune. Il discorso si concentra poi sulla lettura di un messaggio scritto da Gianni Alemanno — impossibilitato a partecipare di persona — nel quale viene duramente criticata l'attuale linea politica del governo di Giorgia Meloni, accusata di non rappresentare i valori di una vera "destra" sovranista. Il documento letto da Arlechino ribadisce con forza temi centrali per il nuovo soggetto politico, quali la difesa della sovranità nazionale contro i vincoli europei, l'opposizione all'immigrazione incontrollata e la critica al capitalismo globalizzato, definendo "Futuro Nazionale" come l'unica speranza per un futuro che tuteli l'identità e gli interessi del popolo italiano.
Intervento di Massimo Arlechino alla Costituente di Futuro Nazionale
14 Giugno 2026 - Roma
YouTube: https://youtu.be/Ps16DEDDa_U
Buongiorno futuristi! Volevo presentarvi una persona, per me, per noi, per il generale molto importante, che verrà a testimoniarci una grande idea per cui ha combattuto tutta la vita. Volevo chiamare sul palco il presidente di Indipendenza, confluita oggi con noi, Massimo Arlechino. Massimo!
Massimo è un caro amico con cui abbiamo condiviso e condividiamo veramente tante passioni e tante emozioni. Ti lascio il palco. Grazie. Grazie, grazie Massimiliano, buongiorno!
Avrò, avrò il massimo rispetto di questi microfoni massacrati, massacrati dall'intervento dell'onorevole Rapetto. Li vedo sofferenti, ne avrò cura. Mi hanno minacciato che a tre minuti e mezzo tolgono l'audio; se accade, scatenate l'inferno!
Buongiorno presidente, buongiorno coordinatore. Tanti complimenti ieri, forse troppi, quindi io farò una critica, so che siete intelligenti e riuscirete ad assorbirla. La faccio a te, Massimiliano: hai scelto un teatro piccolo, non ci contiene. Sono il presidente del Movimento Indipendenza, che come sapete, si è spento. Si è sacrificato senza indugio, dopo un paio di incontri, ma forse neanche uno, con il generale Vannacci, ed è un atto virtuoso, lasciatemelo dire senza false modestie, perché in un paese di individualisti, individualismi, trovare un movimento politico, sia pur giovane, che comunque ha una storia, che si sacrifica responsabilmente per una realtà più grande, potenzialmente più foriera di successo, non è ordinario. Bravo Gianni Alemanno, che ha avuto il coraggio di questa azione!
Vado veloce. Qualche giorno fa, il presidente Vannacci, in una conferenza stampa subendo l'assalto, al quale ormai è abituato, di una improvvida giornalista che cercava di fargli scaricare l'onorevole, citando la vicenda del... del fuoristrada, bla bla bla, disse, riducendo prima la situazione alle proporzioni dovute di, di semplice incidente, ha detto: "Io non ho lasciato mai indietro nessuno".
E allora, e allora mi è venuto in mente un altro soggetto che, nelle stesse condizioni, quando il generale, nell'esercizio delle sue funzioni all'epoca, non ancora presidente, ebbe l'attacco furibondo dei media per aver scritto il libro, ormai noto e famoso, del "Mondo al contrario", non solo lo lasciò indietro, ma lo pose indietro, e mi riferisco al ministro Crosetto, qualificando quest'uomo farneticante, non lo dimenticherò mai, il ministro della Difesa tratta un proprio figlio dopo quarant'anni di carriera onoratissima come un uomo farneticante, anziché difenderlo, la oltranza. Semmai, fare i conti con lui, negli uffici, dietro le quinte, come fa un capo, semmai avesse avuto delle colpe, che non aveva naturalmente, ma solo meriti. Lo ha posto proprio al pubblico ludibrio, chiamandolo, definendolo farneticante. Io ero in Sardegna, non lo dimenticherò mai, ero in spiaggia, corsi in camera dell'albergo, chiamai Alemanno, Costini, gli amici, e sono qua tanti, di Indipendenza, e sollecitai una risposta, che facemmo immediatamente. Prendemmo il faccione di Crosetto, a fatica cercammo di farlo entrare in un manifesto, ci riuscimmo, e sottoscrivemmo: "Farneticante sarai tu".
Questo accadeva tre anni fa. Ti siamo stati vicini dal primo momento e lo sai, farneticante sarai tu. Una risposta sicuramente irriverente, non c'è dubbio, non volgare, irriverente sì, ma giusta. Ma la risposta migliore è questa sala. Caro ministro, 105.000 farneticanti più una sporca dozzina, più Alemanno, più l'onorevole, più il presidente Vannacci, ti mandano il loro affettuoso saluto e una arrivederci. Soprattutto una arrivederci. Non si fa, non si fa!
Leggo, leggo il messaggio che Gianni Alemanno, da una cella in cui sta in condizioni inumane, manda, manda tramite me a questa assemblea. Quindi fate uno sforzo, dimenticatemi, spegnetemi, cancellatemi, immaginate che qui ci sia lui, che è lì, fra 11 giorni, 11 sarà con noi e vi parla.
Cari militanti di Futuro Nazionale, sono molto dispiaciuto di non essere lì con voi. Ed è da, e con Roberto Vannacci, per partecipare alla nascita di questa nuova grande speranza per la nostra Italia. Purtroppo, fare politica controcorrente può costare caro, e a me è toccato di pagare il prezzo più duro, che è quello della libertà. Ma non importa: presto sarò con voi a portare la mia esperienza, il mio contributo a questo nuovo movimento politico, a cui io aderisco con assoluta convinzione. Due mesi fa, due mesi fa, il Movimento Sovranista che abbiamo fondato tre anni fa insieme a Massimo Arlechino e Chicco Costini, che è qui, è confluito all'interno di Futuro Nazionale. E oggi i nostri delegati sono lì insieme a tutti voi in questa importante assemblea di fondazione. Non è una confluenza dettata solo da realismo politico, è la congiunzione di un percorso che viene da lontano, molto lontano, e che vuole andare lontano, molto lontano. Noi che veniamo dal Movimento Sociale Italiano, dal fronte della gioventù e dalla Destra sociale di Alleanza Nazionale, non potevamo rassegnarci alle sbiadite interpretazioni della destra che oggi vengono offerte dal governo di Giorgia Meloni. La vera destra in Italia non è mai stata conservazione, è sempre stata cambiamento e futuro. Oggi più che mai sarà Futuro Nazionale. La vera destra in Italia non è mai stata opportunismo europeista, è sempre stata sovranità nazionale e difesa intransigente degli interessi degli italiani. Noi non capiamo, noi non capiamo come questo governo abbia potuto sottoscrivere il Patto di Stabilità europeo che impone nuovi inutili sacrifici agli italiani, e non è un caso che oggi i nostri stessi governanti siano costretti a supplicare Bruxelles e Ginocchiere di poter derogare a quegli assurdi vincoli. Il patto di stabilità europeo significa non avere le risorse per fare investimenti, per creare lavoro, per creare sviluppo per le nostre imprese, per rigenerare la nostra sanità, la nostra istruzione e garantire i diritti sociali degli italiani. La vera destra in Italia non può essere moderata di fronte agli attacchi che oggi vengono portati contro la nostra identità nazionale e contro i nostri valori tradizionali. Noi non capiamo come questo governo abbia potuto approvare il decreto Flussi con il maggior numero di immigrati della storia della Repubblica, immigrati che nel caso migliore verranno a fare concorrenza al ribasso ai nostri lavoratori, e nel caso peggiore verranno a ingrossare le fila dei disperati che bivaccano nelle nostre strade per diventare manovalanza della criminalità organizzata. Noi non possiamo accettare che la sinistra italiana continui a imporre lo sradicamento delle nostre tradizioni, la distruzione delle nostre famiglie fondate su un padre e su una madre, l'apertura dei nostri confini e la dissoluzione della nostra identità e della nostra civiltà. Noi non accettiamo il capitalismo globalizzato delle multinazionali, delle multinazionali e della finanza internazionale che attacca le nostre piccole e medie imprese, il lavoro dei nostri giovani e le pensioni dei nostri anziani. Potrei continuare a lungo, ma la realtà è una sola: il popolo, il nostro popolo italiano, non vuole essere distrutto, non vuole essere cancellato. Il nostro popolo si ribella di fronte al pericolo di essere dissolto con la scomparsa della nostra identità nazionale e delle nostre tradizioni, con la presenza di troppi immigrati, portatori di culture estranee, subendo la globalizzazione progressista e le follie dell'Europa di Ursula von der Leyen. Il nostro popolo vuole avere un futuro, un futuro nazionale. Io ringrazio Roberto Vannacci di aver avuto coraggio, di avere fede, di avere voglia di combattere, offrendo a tutti noi la possibilità di vivere questa nuova stupenda avventura, di combattere ancora una volta per la difesa e la e del futuro del popolo italiano. Sono convinto che Futuro Nazionale diventerà una grande, un grande protagonista della vita politica italiana, costringendo il centrodestra a svegliarsi dal suo letargo e la sinistra a rimangiarsi la sua arroganza e le sue assurde follie ideologiche. Daremo a tutti una bella e potente svegliata, nel nome dell'Italia! Un abbraccio a tutti, buon lavoro a tutti, viva l'Italia, viva Futuro Nazionale! Gianni Alemanno.
Info Personale
Massimo Arlechino è un esponente politico italiano, noto principalmente per il suo ruolo di presidente nazionale del Movimento Indipendenza.
Ecco i punti principali riguardanti la sua attività:
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Impegno politico attuale: È stato una figura centrale nel processo di convergenza del Movimento Indipendenza verso il nuovo partito "Futuro Nazionale", guidato dall'onorevole Roberto Vannacci. Tale transizione è stata ufficializzata in una conferenza stampa congiunta tenutasi il 31 marzo 2026.
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Ruoli istituzionali e culturali: In passato, Arlechino ha ricoperto il ruolo di presidente della Fondazione Valore Italia, ente impegnato nella valorizzazione del design e della creatività italiana come asset per lo sviluppo economico e culturale. In questa veste, ha collaborato con istituzioni pubbliche, tra cui il Comune di Roma, per la promozione di progetti legati al "Made in Italy" e all'innovazione.